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The International School for Holocaust Studies

Volevo volare come una farfalla

Piano di lezione

Unità didattica sulla Shoah per le ultime classi della scuola elementare e per la scuola secondaria di primo grado.

Introduzione

La Shoah sta diventando parte dell’identità e della memoria collettiva degli studenti europei ma presentare questo argomento nella scuola elementare , in modo adeguato allo sviluppo emozionale e cognitivo dei bambini, non è semplice e neppure esente da rischi.
Di solito, quando in classe si affronta l’argomento, ci si rende conto che i giovani studenti sono già venuti a contatto con informazioni , storie ed immagini attraverso i mass media, ma in modo spesso confuso, contraddittorio, superficiale, e comunque il livello di informazione è tra loro molto disomogeneo.
Con questa attività di lettura e approfondimento del libro “Volevo volare come una farfalla” Yad Vashem cerca di aprire un dialogo con i giovani studenti e  far loro acquisire familiarità   con alcuni concetti di base.
L’approccio educativo di molte delle nostre unità segue un andamento a spirale: si cerca di accompagnare gli studenti dai primi anni di formazione fino alla scuola superiore focalizzando l’attenzione su aspetti  vicini all’esperienza individuale ( anche se inseriti in un contesto sociale più ampio)  nelle diverse fasce d’età.

Il procedimento si può descrivere schematicamente in questo  modo:

Scuola dell’infanzia e primi anni scuola primaria: l’individuo.
Fine scuola primaria e scuola secondaria di primo grado: la famiglia.
Biennio secondaria di secondo grado: La comunità.
Triennio secondaria : La narrazione storica.

Destinatari:

Studenti dell’ultimo anno della scuola primaria.
Studenti dei primi anni della scuola secondaria di primo grado.

Obiettivi:

- Attraverso la lettura e l’approfondimento di una narrazione avviare la conoscenza e la riflessione sulla Shoah.
- Rafforzare la capacità di rielaborare le riflessioni e le impressioni in modo personale anche attraverso attività di tipo grafico e manipolativo

Metodologia:
Lettura dell’insegnante, discussione, disegno- manipolazione.

Tempi:
5 incontri .

Per il testo cliccare qui.

Approccio educativo al libro adattato per fasce d'età

Il testo racconta la vicenda personale e famigliare di Hanna Gofrit: attraverso una storia individuale avviciniamo gli studenti alla più vasta storia della Shoah in modo adeguato alla loro età.
Nel corso della lettura si incontrano alcuni contenuti importanti : l’imposizione della stella gialla, la deportazione, il ghetto, la rivolta, i giusti tra le nazioni; a questo livello l’obiettivo non è insegnare in modo approfondito questi concetti né la storia della Shoah (che verranno affrontati più avanti nel corso di studi , quando la maturità e le conoscenze acquisite lo consentiranno) ma  soltanto di introdurli, all’interno di una attività di tipo narrativo (ovviamente l’insegnante sarà pronta a rispondere  alle eventuali domande dei giovani  lettori!).
La storia di Hanna è una storia di salvezza: durante la lettura potrà essere necessario ricordarlo , per non fare salire troppo la tensione emotiva.
A questo proposito potrebbe essere il caso di cominciare col leggere il capitolo finale: Hanna è una nonna che vive a Tel Aviv e ha due nipoti, e ci racconta una storia.
Questo sarebbe un approccio protettivo verso gli studenti più giovani che stanno per affrontare una vicenda molto dolorosa.

 

Piste di lavoro:

Ogni insegnante sa che  se si coinvolgono davvero i ragazzi nell’attività di approfondimento di un testo, non si può mai del tutto prevedere quale strada prenderà la riflessione collettiva, quali aspetti verranno trascurati e quali altri verranno invece approfonditi, sviscerati anche al di là delle previsioni dell’adulto e in direzioni che sono ogni volta uniche.
Quindi le indicazioni che seguono vogliono soltanto essere suggerimenti che l’insegnante può trovare utili o trascurare completamente .

Primo incontro: L’infanzia di Hanna fino al primo giorno di scuola.
Si distribuisce il testo in fotocopia e l’insegnante comincia la lettura.

( La filosofia didattica dello  Yad Vashem considera importante l’attenzione alla vita prima della guerra, per  ridare alle “vittime” il loro status di persone, nella sua complessità).

Approfondimenti: La vita di Hanna prima della guerra, i suoi giochi, i suoi amici ebrei e non; vi sono aspetti in comune coi giovani lettori?
La stella gialla: perché la madre risponde bruscamente alle domande della bambina ?
Il primo giorno di scuola: perché l’esclusione è dolorosa? La figura del custode, il suo comportamento sono significativi? Perché Hanna non racconta l’episodio  ai genitori?
Che ruolo ha la scuola in casa , preparata dal padre?

Si può anche decidere di non sollecitare troppo la discussione, accettare le eventuali domande e cercare le risposte assieme, chiudere la lezione chiedendo di illustrare con un disegno un particolare della lettura (Questo vale per ogni incontro e soprattutto per la scuola primaria).

 Secondo incontro: La fuga e la separazione dal padre.
Si distribuisce il testo in fotocopia e l’insegnante comincia la lettura.

(L’insegnante può decidere di non leggere le parti che parlano delle uccisioni , dipenderà dalla situazione emotiva del gruppo e dalle conoscenze pregresse di cui i ragazzi sono in possesso.)

Approfondimenti: Quali particolari colpiscono Hanna in particolare, quali dettagli?
In questa parte della narrazione appaiono persone che aiutano Hanna e la sua famiglia, mentre fino ad allora Hanna ci ha raccontato solo di indifferenza: si può cercare di sollecitare la riflessione sui diversi comportamenti e sulle loro conseguenze: per salvarsi c’è bisogno di aiuto.
Come avviene il distacco dal padre? Con quali motivazioni?
Sullo sfondo della vicenda personale appaiono i partigiani: i ragazzi hanno già incontrato questo termine? In quale contesto? Dunque c’è stata una resistenza armata nei paesi occupati?

 Terzo incontro: La vita a Varsavia.

Si distribuiscono le fotocopie e l’Insegnante comincia la lettura.

Approfondimenti:La vita quotidiana nel nascondiglio richiedeva grande autocontrollo; quali erano i momenti più felici per Hanna? Come usava la sua fantasia nei momenti più difficili? Era un comportamento che Hanna aveva già mostrato?
Anche per Hanka e Basha quel periodo di convivenza forzata dev’essere stato difficile.. quali disagi hanno sopportato le ragazzine? Come hanno dimostrato di condividere le scelte dei loro genitori?
Come viene percepita la rivolta del Ghetto di Varsavia da Hanna e dalla famiglia polacca?

Quarto incontro: La vita dopo la fine della guerra.
Si distribuiscono le fotocopie e l’insegnante comincia la lettura.

Approfondimenti: Il ritorno al paese non è stato come Hanna se lo aspettava: perché nulla può essere come prima?
Perchè la madre decide di fingere di essere cattolica?
La narrazione si chiude con il ricordo della famiglia Skovroneck; si può approfondire parlando brevemente dei Giusti, in particolare di quelli italiani e delle altre nazioni rappresentate in classe, se ve ne sono.

Quinto incontro per la scuola primaria: Lavoro creativo.

Divisi in piccoli gruppi, in angoli dell’aula attrezzati con il materiale ( carta di vari tipi, colori a matita e tempera, forbici, colla ecc.), si potrebbe chiedere ai bambini di disegnare un particolare della storia che li ha colpiti; all’interno di ogni gruppo potrebbero decidere se fare un lavoro solo o se produrre  lavori individuali ma su temi diversi; tali lavori potrebbero aggiungersi alle fotocopie  del testo in modo da produrre un fascicolo personalizzato.
A conclusione dell’incontro sarebbe importante tenersi  il  tempo per mettere i bambini in cerchio e fare presentare brevemente ad ognuno il suo lavoro: cosa ha scelto di illustrare e perché.

Quinto incontro per la scuola secondaria di primo grado: Discussione.

Messi in cerchio si potrebbe chiedere ai ragazzi di esprimere liberamente le loro impressioni ma anche guidarli a qualche approfondimento:
- individuare  le fasi attraverso cui passa la persecuzione: individuazione, esclusione, persecuzione.
- distinguere gli atteggiamenti delle persone presenti nella storia, sottolineare l’importanza e il ruolo di chi aiuta, introdurre il concetto di bystander.
Anche nella scuola secondaria si può decidere di fare una attività di illustrazione del testo, magari in collaborazione con l’insegnante di Arte e Immagine.

Ad ambedue i gruppi si può proporre  di scrivere una lettera ad Hanna.