Friends  |  Press Room  |  Contact Us

The International School for Holocaust Studies

Testimonianza di Raffaele Jona* (0.3/3425)


Sono nato nel 1905 a Ivrea. Mio pare si chiamava Gioberti Jona e mia madre Itala Levi. Mi sono laureato in ingegneria al Politecnico di Torino. Dopo aver conseguito la laurea in ingegneria meccanica presso il Politecnico di Torino, mi sono occupato di una impresa di Torino per il recupero di metalli non ferrosi che era di mia proprietà.
Nel 1938 essendo entrate in vigore in Italia le leggi razziali, ho ceduto la mia ditta rimanendone però impiegato in qualità di dirigente.
Tale mia attività si protrasse fino all’8 settembre 1943, data dell’Armistizio dell’Italia verso gli alleati.
Alla notizia dell’avvenuto armistizio, che sembrava assumere in un primo tempo il carattere di pura rivolta delle armi contro la Germania e i nazisti, insieme all’amico Cesare Artom, mi sono presentato al Distretto Militare di Torino chiedendo di essere arruolato volontario. Le autorità militari da noi interpellate, hanno però risposto di non poter arruolare nuovi uomini, anche quali volontari, motivando la loro determinazione in forza dell’entrata in vigore dell’Armistizio e conseguente cessazione della guerra.
Con l’amico Artom ed alcuni altri, anche non ebrei (si calcola che il numero di ebrei che in Italia presero parte al Movimento di Resistenza, sia stato inferiore ai 1000, ma probabilmente prossimo ai 2000 e quindi un numero assai elevato se si tiene conto che la popolazione ebraica in Italia a quel tempo ammontava circa 30˙000 persone) ci siamo installati in località Troinassé all’imboccatura della Valle D’Aosta, adoperandoci nello smistamento di numerosi prigionieri di guerra che, provenendo da disciolti campi di concentramento in Piemonte e Lombardia, cercavano di valicare la prossima frontiera italo-svizzera. L’opera fu facilitata dall’aiuto prestatoci da un maresciallo dei carabinieri comandante della stazione di Issime e dai suoi uomini.
Per circa due mesi, il mio gruppo assolse il compito di raccogliere e guidare questi militari alleati attraverso le montagne facendoli affluire in Svizzera dopodiché dovemmo constatare due fatti importanti:

  1. che stavamo per essere circondati dai tedeschi;
  2. che il nostro lavoro, ormai esaurito, si era svolto in condizioni di isolamento, mentre nei centri più importanti si stava organizzando la Resistenza e si stavano costituendo i Comitati di Liberazione Nazionale.

Abbiamo quindi deciso di abbandonare Troinassè affluendo a Torino e mettendoci a disposizione del C. L. N.
Da Torino il C. L N. ci destinò in Val di Lanzo e, precisamente, in Località Viù. Abbiamo così potuto costituire delle bande di partigiani di circa 25 uomini cadauna, raccogliendo per essi un limitato, ma sufficiente, numero di armi e munizioni.
In quel tempo hanno cominciato a manifestarsi le correnti politiche tra i partecipanti alla Resistenza. La mia banda come pure quella di Cesare Artom, prevalentemente formate di studenti universitari, si collocò nel gruppo politico di Giustizia e Libertà aderente al Partito d’azione, mentre il Partito Comunista assumeva una forte prevalenza di uomini raccolti sotto gruppi di partigiani Garibaldini.
La pressione dei Comunisti, che talvolta diventava aperta rivalità verso gli altri partiti, indusse Duccio Galimberti (famoso capo partigiano, rappresentante del Partito d’Azione nel C. N. L. di Torino, più tardi arrestato, torturato ed assassinato dai nazifascisti) ad utilizzarmi in altra zona e, precisamente, in Valle d’Aosta dove alla Resistenza erano affluiti uomini nativi della stessa valle, ma che tendevano a rimanere in alta montagna e con poca utilità alla lotta di liberazione.
Il mio incarico era difatti quello di coordinare meglio l’impiego di quegli uomini e di inserire tra di essi uomini provenienti dal di fuori della Valle d’Aosta, già più assuefatti alle operazioni di guerra partigiana.
Mi furono perciò assegnati uomini provenienti dalla Valle di Lanzo scelti, in buona parte, tra quelli da me conosciuti. Non passò molto tempo che i fatti di guerra si intensificarono pure in valle d’Aosta. Tuttavia era assai grave la nostra scarsità di armi e munizioni.
Ebbi però allora il colpo di fortuna di incontrare un vecchio conoscente (ebreo pure lui), il Dott. Giulio Colombo di Torino che aveva organizzato una attività di collegamento tra la Resistenza in Piemonte e le autorità alleate in Svizzera, particolarmente al servizio del capo dei servizi segreti americani impersonato da Allan Dulles (fratello di Foster Dulles).
Giulio Colombo mi consentì di utilizzare le sue credenziali presso le autorità di polizia in Svizzera e potei così avvicinare Allan Dulles, ed ottenere da lui l’invio di armi, munizioni e rifornimenti a mezzo di lanci paracadutati da aerei verso la Valle d’Aosta.
La missione fu apprezzata dal C. L. N. di Torino che, da quel momento mi incaricò di assumere il collegamento del C. L. N. piemontese con gli alleati in Svizzera e, attraverso l’Ambasciata d’Italia a Berna, collegare anche il C. L. N. di Torino con il Governo Provvisorio Italiano in Italia Meridionale. Per volgere questo compito ho portato a termine 14 viaggi clandestini tra l’Italia e la Svizzera, viaggi effettuati in gran parte a piedi attraverso i valichi alpini più disparati e, praticamente toccanti tutto il confine italo-svizzero all’infuori dei valichi ufficialmente riconosciuti e controllati.
Nel corso di uno di questi viaggi ho fatto parte della prima missione della Resistenza italiana che abbia preso contatto col Maquis francese.
Tale missione che si recò appositamente nell’estate 1944 in Alta Savoia era formata da Enrico Marone Cinzano (titolare della famosa ditta Cinzano) e da Stefano Jacini (poi ministro della Guerra nel governo dell’Italia liberata) oltre che da me medesimo.
L’accordo con il Maquis francese non fu molto facile e la missione non ha potuto vantare un grande successo.
Nel frattempo, in Valle d’Aosta, per ben due volte il C. L. N. locale si formò e fu distrutto dai nazifascismi che arrestarono e deportarono e in parte assassinarono coloro che facevano parte del C. L. N. Famoso particolarmente fu tra gli scomparsi il notaio Emilio Chanoux allora Presidente del C. L. N. di Aosta. Dopodiché non fu più possibile mettere in piedi un ulteriore C. L. N. con rappresentanti di varie correnti politiche.
Allora il C. L. N. di Torino mi incaricò di assumere il compito di suo Commissario Generale per la Valle d’Aosta proprio nel momento in cui si diffondeva con notevole favore un movimento politico per l’annessione della Valle d’Aosta alla Francia, movimento a cui pare non fosse estraneo o stesso Generale De Grulle. Con non poca fatica ho dato qualche contributo a porre in minoranza questa iniziativa.
Sul finire del 1944, dovendo continuare il mio servizio di collegamento Italia-Svizzera, ed essendo i valichi alpini della Valle d’Aosta ormai chiusi per le insormontabili difficoltà invernali, spostai il mio servizio più ad oriente utilizzando i valichi del Canton Ticino e quelli della Valtellina.
Nel frattempo il Joint Distribution Committee[1], sezione di Zurigo, ha preso contatti con me e mi ha incaricato di trasportare dalla Svizzera aiuti in denaro destinati agli ebrei nascosti nel Nord Italia e, particolarmente, in Piemonte, Lombardia e, in qualche caso, nel Veneto.
Riuscii a creare una rete di individui di appoggio per la distribuzione e a realizzare soddisfacentissimi cambi di franchi svizzeri in lire italiane.
Questo è, in breve riassunto, la sostanza della partecipazione alla Resistenza in Italia di cui si trova pure qualche cenno nel volume scritto da Edi Consolo intitolato Glass and cross attraverso le Alpi.
A guerra finita ho ripreso la mia attività di direzione di aziende industriali, attività in cui sono tuttora impegnato.
Tutti i membri della mia famiglia sono riamasti in vita nel corso della guerra: mia madre nascosta presso Ivrea ed i miei fratelli con relative famiglie emigrati in America.
Mio padre morì di febbre “spagnola” nel 1918.

* Raffaele Jona, ingegnere di Torino. Testimonianza resa l’11 marzo 1970.


[1] Associazione ebraica americana incaricata di prestare assistenza ed aiuto agli ebrei nel mondo, fondata nel 1919.